{"id":7196,"date":"2020-03-16T18:10:31","date_gmt":"2020-03-16T17:10:31","guid":{"rendered":"https:\/\/alessandropagano.net\/blog\/?p=7196"},"modified":"2021-01-23T15:42:26","modified_gmt":"2021-01-23T14:42:26","slug":"creazione-contenuti-qualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alessandropagano.net\/blog\/creazione-contenuti-qualita\/","title":{"rendered":"Creazione di contenuti: quanto \u00e8 importante la qualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 innegabile, da quando l\u2019avvento del web 2.0 ha creato la figura del \u201cprosumer\u201d, colui che \u00e8 contemporaneamente consumatore e produttore di contenuti, viviamo in un mondo in cui <strong>le informazioni veicolate non hanno sempre la stessa qualit\u00e0<\/strong> e spesso non \u00e8 facile discernere quali contenuti siano meritevoli della nostra attenzione. Siamo sommersi dalle notizie, a volte vere, a volte fasulle, molto spesso <strong>scritte in maniera maldestra<\/strong>.<\/p>\n<p>Quando produco un contenuto di digital learning, un articolo per il mio Blog, un video sul mio <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/c\/AlessandroPagano21?sub_confirmation=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">canale YouTube<\/a> o semplicemente un post per i social network, cerco di mettermi dalla parte dell\u2019utente potenziale fruitore e mi pongo il problema della qualit\u00e0 percepita, non solo tecnica, ma soprattutto del messaggio che ho intenzione di veicolare.<\/p>\n<p>Mi pongo questo problema perch\u00e9 quando vesto i panni del fruitore, soprattutto negli ultimi anni sto riscontrando <strong>difficolt\u00e0 a reperire un buon livello di qualit\u00e0 e approfondimento nei contenuti<\/strong>.<\/p>\n<p>Un fattore determinante che ha contribuito enormemente ad aumentare la quantit\u00e0 dei contenuti sul web e a diluirne drasticamente la qualit\u00e0 \u00e8 senza dubbio la <strong>crisi del settore dell\u2019editoria<\/strong> che ha investito il settore negli ultimi anni e non ha fatto distinzione tra mondo cartaceo e mondo digitale.<\/p>\n<p>Se consideriamo che il mercato dell\u2019informazione digitale ha come leva principale la pubblicit\u00e0, oggi in mano principalmente ai colossi come Facebook e Google, l\u2019equazione per la sostenibilit\u00e0 economica \u00e8 presto delineata.<\/p>\n<p>Per massimizzare i profitti \u00e8 necessario abbattere i costi e aumentare la produttivit\u00e0 attraverso un forte impiego delle tecnologie e considerando come unico indicatore di misurazione delle performance, il numero di contenuti prodotti.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 contenuti e pi\u00f9 visite portano pi\u00f9 guadagni.<\/strong><\/p>\n<p>A supporto di questa equazione che all&#8217;apparenza sembra l\u2019unica via percorribile per assicurare sostenibilit\u00e0, vi \u00e8 anche il fatto di poter trovare molto facilmente forza lavoro di bassa qualit\u00e0 disposta a lavorare sulla quantit\u00e0 a poco prezzo. In rete e sulle piattaforme che raccolgono le offerte dei freelance si assiste al proliferare di professionisti (o sedicenti tali) in grado di produrre contenuti a prezzi irrisori (nel mercato dell\u2019editoria digitale le cifre sono anche dell\u2019ordine dei 50 centesimi lordi ad articolo).<\/p>\n<p>Riduzione dei costi, aumento della quantit\u00e0 ma inevitabile <strong>drastica diminuzione della qualit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Un content creator professionista in grado di effettuare approfondimenti, inchieste, o pi\u00f9 in generale in grado di produrre contenuti di qualit\u00e0 rappresenta un costo che le aziende ritengono <strong>non pi\u00f9 sostenibile<\/strong>. Queste figure professionali sono quindi sacrificate sull&#8217;altare dei bilanci e dell\u2019ottimizzazione dei costi.<\/p>\n<p>Quello che per\u00f2 mi sono sempre chiesto \u00e8: nel medio\/lungo periodo, questo sensibile livellamento verso il basso della qualit\u00e0, non allontaner\u00e0 l\u2019utenza rendendo l\u2019equazione di cui sopra inefficace e <strong>non pi\u00f9 in grado di assicurare profitti<\/strong>?<\/p>\n<p>Il bisogno dell\u2019utente di fruire di contenuti di qualit\u00e0 \u00e8 oggi intercettato da poche realt\u00e0 che hanno deciso di andare controcorrente. \u00c8 questo l\u2019esempio di <strong>\u201cLe Monde\u201d<\/strong>, noto quotidiano francese, e del suo direttore <strong>Luc Bronner<\/strong> che su Twitter non ha lasciato spazio a fraintendimenti riguardo lo stravolgimento dell\u2019equazione che avrebbe dovuto salvare l\u2019editoria ma che fino ad oggi non ha portato i risultati sperati.<\/p>\n<blockquote><p><em>Fra il 2018 e il 2019 Le monde ha ridotto sensibilmente il numero degli articoli (-25% in due anni) e aumentato il numero di giornalisti che oggi sono 500 e hanno a disposizione pi\u00f9 tempo per creare contenuti. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>A fronte dell\u2019adozione di questa politica, i risultati sono stati eccellenti sia sulla carta stampata sia sull&#8217;edizione digitale con un <strong>aumento dell\u201911% dei profitti<\/strong> in ciascun settore. Questo approccio non \u00e8 solo uno spot incentivante alle assunzioni che possono apparire inizialmente scriteriate. Si tratta di sovvertire l\u2019inefficace logica della formula \u201c<strong>&#8211; giornalisti + articoli = + guadagni (e + utenti)<\/strong>\u201c introducendo una variabile apparentemente nascosta ma fondamentale per condurre l\u2019analisi: <strong>la qualit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>La formula proposta sar\u00e0 quindi <strong>+ giornalisti + qualit\u00e0 \u2013 articoli = + guadagni (e + utenti)<\/strong>.<\/p>\n<p>Si avverte l\u2019esigenza diffusa di combattere la disinformazione, l&#8217;overload di notizie scritte in maniera scadente e senza nessun riscontro giornalistico, di accedere a contenuti reali e non frutto di sponsorizzazioni e marchette, di evitare le fake news. Esiste un pubblico disposto a pagare pur di avere un prodotto con caratteristiche di <strong>unicit\u00e0, affidabilit\u00e0, autorevolezza e precisa identit\u00e0<\/strong>. Un contenuto\/prodotto che possa arricchire la propria esperienza nel fruire del contenuto informativo.<\/p>\n<p>A riprova di quanto detto sull&#8217;importanza della qualit\u00e0 come discriminante sul valore economico di un contenuto possiamo far riferimento ad una semplice considerazione: non pagheremmo per accedere a contenuti che oggi sono liberamente fruibili su YouTube o TikTok, ma lo facciamo per servizi come Netflix, Sky o Prime Video. <strong>La nostra propensione cambia all&#8217;aumentare della qualit\u00e0 del contenuto<\/strong>.<\/p>\n<p>La crisi dell\u2019editoria ci insegna che ridurre i costi e la qualit\u00e0 del prodotto significa mettersi pericolosamente nelle condizioni di offrire un prodotto talmente scadente da non avere pi\u00f9 un valore economico e pone le aziende a non essere pi\u00f9 nelle condizioni di farsi pagare per la fruizione del proprio prodotto.<\/p>\n<p>A conferma di ci\u00f2 e nello stesso solco sta operando la stessa Google che ha lanciato due iniziative particolarmente interessanti.<\/p>\n<p>In primo luogo Google sarebbe in trattativa con alcuni editori per la concessione di una licenza per alcuni contenuti che sarebbero confezionati in un pacchetto di notizie \u201cpremium\u201d. Google che gi\u00e0 oggi con il suo algoritmo di indicizzazione tende a penalizzare le notizie di scarsa qualit\u00e0 escludendole dai risultati di ricerca, sarebbe disposta quindi a <strong>pagare \u00a0gli editori per fornire un servizio di informazione di qualit\u00e0 ai propri utenti<\/strong>.<\/p>\n<p>Ulteriore iniziativa Google rivolta ai produttori di contenuti su web \u00e8 la disponibilit\u00e0 di <strong><a href=\"https:\/\/alessandropagano.net\/blog\/corsi-giornalismo-digitale-google-infodemia\">corsi gratuiti<\/a> <\/strong>riguardo la comunicazione su web e l&#8217;editoria digitale con cui chiunque pu\u00f2 apprendere le regole basilari per creare contenuti di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Negli anni le poche aziende che hanno ricercato la qualit\u00e0 nella produzione di contenuti hanno raggiunto con successo l\u2019obiettivo di differenziarsi ed offrire un prodotto premium in linea con le esigenze di un utente che combatte per quanto possibile il fenomeno dell&#8217;overload informativo.<\/p>\n<p>Questo scenario <strong>rappresenta una sfida<\/strong> anche per chi, come me, \u00e8 coinvolto nella produzione di contenuti digitali per le aziende che adottano il Digital Learning e per coloro con cui condivido le mie passioni per la tecnologia e l\u2019innovazione.<\/p>\n<p>Sfida che non si pu\u00f2 pi\u00f9 raccogliere senza mettere in campo la variabile pi\u00f9 importante dell\u2019equazione:<strong> la qualit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella produzione di contenuti, gli investimenti in qualit\u00e0 risultano vincenti in controtendenza con le teorie che prediligono quantit\u00e0 e riduzione dei 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