Giornata mondiale AIDS

Alessandro Pagano

1 Dicembre 2009

La Giornata mondiale contro l’AIDS, indetta ogni anno il 1º dicembre, è dedicata ad accrescere la coscienza della epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV. La ricorrenza è stata scelta in quanto il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1º dicembre 1981.

Wikipedia

L’idea di una Giornata mondiale contro l’AIDS ha avuto origine al Summit mondiale dei ministri della sanità sui programmi per la prevenzione dell’AIDS del 1988 ed è stata in seguito adottata da governi, organizzazioni internazionali ed associazioni di tutto il mondo.
Tante sono le iniziative correlate a questa giornata. La Provincia di Roma ha attivato alcune importanti iniziative per informare i ragazzi. In questa occasione è stata presentata la mostra di Silvia Amodio “Volti positivi. Sud Africa, un viaggio per ripensare l’Aids”, realizzata dall’ Associazione Rinascimento.

Grazie a Laura D’Ambra sono venuto a conoscenza di questa iniziativa che ha prodotto la diffusione di importante materiale informativo:

Ricevo e pubblico ulteriori informazioni ricevute da Laura D’Ambra

AIDS: D’ELIA, ‘PER DONNE MAGGIORE RISCHIO CONTAGIO’

“Le donne sono più a rischio di contrarre il virus HIV che provoca l’AIDS. Il dato più sconcertante è che il 78,1% delle donne contrae il virus dal proprio partner, questo dimostra quanto le donne subiscano i comportamenti a rischio dei loro partner”.

Lo dichiara in una nota l’assessore provinciale alle Politiche culturali, Cecilia D’Elia nella Giornata Mondiale per la lotta contro l’Aids.

“Le donne rappresentano ormai oltre il 60% delle persone, di età compresa tra i 15 e 24 anni, che hanno contratto il virus. I dati dimostrano che in Italia, negli ultimi 20 anni, la proporzione di donne malate di Aids – spiega D’Elia – è andata progressivamente aumentando. Ma a rischiare tantissimo sono le ragazze vittime di un’educazione che rimuove la loro sessualità. La cultura della prevenzione è troppo spesso ostacolata da pregiudizi e ignoranza. Oggi, soprattutto tra le giovani generazioni, stiamo assistendo ad un pericoloso abbassamento di attenzione nei confronti dell’AIDS”. “Si è diffusa l’erronea percezione che il virus non sia più un problema e che l’Aids sia curabile. Non è vero e si sta verificando in Italia un’impennata di nuove infezioni, come la sifilide. E’ giusto invece – conclude D’Elia – che le istituzioni pubbliche, come sta facendo la Provincia di Roma, siano in prima linea nel fornire corrette informazioni sulle modalità di trasmissione del virus che negli ultimi anni si sta propagando soprattutto per via sessuale”.

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