TCPA: le domande di un neofita al servizio della collettività

Alessandro Pagano

20 Dicembre 2005

Ho avuto un piacevole scambio di e-mail sull’argomento TCPA, con il Sig. Alessandro Bottoni nella mailing list di no1984.org, e siccome credo possa essere utile e informativo per tutti, posto la discussione integralmente:

a. Buona sera, sono solo pochi giorni che seguo il dibattito su questa ML e ci sono arrivato attraverso il sito www.alessandropagano.net, se mi è concesso vorrei chiedere alcuni chiarimenti…

Ciao Athos e ben arrivato. Provo a risponderti qui di seguito.

a. La CPU e la ram fanno parte dell’hardware, quindi, se non ho capito male, il tcpa verrebbe implementato nel software interno alla cpu quindi strettamente collegato all’hardware. Ho sentito dire che possono esserci controlli remoti sul mio pc: se non sono collegato ad internet, sono libero da qualsiasi interferenza del tcpa.

No, non sarà necessario avere una connessione di rete per “godere” dei servizi del TC. Più esattamente, il TC è stato concepito proprio per poter mettere in atto su una macchina stand-alone (staccata dalla Rete) il tipo di controllo crittografico che è già possibile mettere in atto oggi quando si ha a disposizione un server per la gestione delle chiavi
(come il vecchio Flex che ormai nessuno usa più). In un certo senso, il Fritz Chip (TPM) che viene saldato sulla motherboard agisce nello stesso modo di un server di chiavi Flex: fornisce ad ogni utente (essere umano, programma o macchina che sia) le chiavi di accesso a documenti e programmi sulla base di una serie di criteri stabiliti a priori.

Fisicamente, il TC è composto da (almeno) un elemento HW ed uno SW: – l’elemento HW è un piccolo chip, chiamato TPM o Fritz Chip, che viene saldato sulla motherboard. Questo aggeggio memorizza le chiavi di codifica/decodifica usate per cifrare/decifrare documenti e programmi e fornisce una implementazione HW (molto veloce) di alcuni protocolli di cifratura/decifratura molto diffusi (come DES ed RSA). – l’elemento SW è composto da un Sistema Operativo (Windows Vista) dotato dei driver necessari per pilotare il chip TPM e da una serie di programmi che ne facciano uso (MS Office 2008) . I programmi non-TC continuano a funzionare ignorando la presenza del TPM. Nascono problemi solo se si tenta di accedere a documenti o programmi protetti dal TC usando programmi non-TC oppure programmi TC dotati delle “credenziali” sbagliate.

Tutti i programmi attualmente esistenti continueranno a funzionare al 100% su macchine TC. Come ho detto, il problema della compatibilità TC si pone solo se si tenta di accedere a documenti o programmi protetti dal sistema TC (per scelta del loro produttore) usando un programma che non è in grado di identificarsi in modo corretto presso il TPM e quindi di ottenere le credenziali necessarie ad accedere a questi materiali protetti.

I problemi di compatibilità di Linux, OpenOffice ed altri programmi con TC sono dovuti ad un altro aspetto di TC: proteggendo con tecniche TC i documenti (ad esempio un file MP3) si obbliga l’utente ad usare uno specifico programma per accedervi (ad esempio RealPlayer). Questo programma a sua volta impedisce all’utente di fare cose non gradite al produttore (come le copie abusive). Tutto questo taglia fuori dal mercato i programmi alternativi (in questo caso i vari MP3 player “open source”) e crea problemi alla libera concorrenza.

a. Riferendomi a quanto polemizzato nelle precedenti e-mail se trattare il problema anche sotto il profilo politico o limitarsi al solo aspetto tecnico, la mia opinione è che purtroppo non si può slegare la libertà dalla politica e quindi nemmeno “dai rossi e dai neri”: se una frangia è per i monopoli, per le multinazionali per lo sfruttamento dei propri simili: io mi schiero dall’altra parte…

La posizione degli schieramenti è diversa da quello che ci si potrebbe aspettare: a tutt’oggi “nessuno” schieramento politico si è ancora dichiarato contrario al TC (od ai DRM, od alle intercettazioni in rete e via dicendo…). Solo la “gente comune” si è schierata contro questi soprusi.

La mia personalissima speranza è quella di far entrare questi temi (TC, DRM, etc.) nella “agenda politica” dei partiti che, almeno a parole, difendono i diritti civili e la democrazia. Sul fatto che si possa ottenere l’appoggio, anche solo formale, da parte degli “altri” partiti, non mi faccio molte illusioni. Naturalmente, si tratta della mia personalissima opinione e potrei benissimo sbagliarmi.

Il problema risiede nel fatto che una parte di questi politici “tiene” per le multinazionali che hanno inventato questa roba e che l’altra parte di politici è troppo spesso disponibile a “vendersi” per una sporta di prugne. Per questo è mecessario che la “gente” sia informata di questo mercimonio e, se possibile, insorga contro di esso.

Alcuni link per approfondire la questione sull’argomento TCPA:

http://www.dataretentionisnosolution.com/index.php?lang=it

http://www.againsttcpa.com/tcpa-hardware.html

http://www.againsttcpa.com/index.shtml

http://www.no1984.org/

http://italy.peacelink.org/editoriale/articles/art_13148.html

http://www.alessandropagano.net/alekoblog/notcpa.html

http://www.no1984.org/Trusted_Computing_movie

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