Terzo Valore: una community per il NoProfit

Alessandro Pagano

21 Aprile 2010

Articolo sponsorizzato

Come sapete, sono molto sensibile ai temi sociali e in genere all’economia del dono. Su questo Blog ho sempre parlato di Open Source, economia del benessere sociale ed in genere di economia legata alla comunità. Oggi vorrei segnalarvi il portale ( http://www.terzovalore.com/ ) di Banca Prossima per prestiti e donazioni al no profit.

Nell’ambito di  questo progetto sono tre i gli attori che entrano in scena:

  • L’organizzazione
  • Il cittadino
  • La banca

Gli strumenti innovativi di finanziamento, di cui si serve Terzo Valore sono due:

  • Prestobene: oltre al finanziamento erogato dalla banca, il cittadino/utente mette a disposizione del progetto che sceglie di sostenere, una somma di denaro, successivamente restituito con un interesse definito insieme all’organizzazione; dal punto di vista delle associazioni si aggiungono risorse alle donazioni tradizionali, diminuendo la dipendenza dai conti pubblici.
  • Donobene: si tratta di un sistema di donazione multipla, per cui il cittadino/utente dona una somma di denaro all’organizzazione che vuole sostenere. La somma viene erogata solo nel momento in cui ci sia una cordata di associazioni disposte a passarsi la donazione l’una con l’latra. L’organizzazione che riceve il primo dono determina la lista delle altre associazioni che potranno, così, usufruire della cordata solidale. In questo modo s’innesca una catena di lavoro coordinato e condiviso in rete. Il dono si esaurisce solo per effetto d’inflazione.

Entrambe le tipologie di finanziamento saranno rendicontate in maniera trasparente e completa, ed effettuabili da qualsiasi cittadino, proprio come accade nelle donazioni tradizionali.

Alcune delle associazioni che hanno già dichiarato la loro amicizia a Terzo Valore, ed è già possibile (sul sito http://www.terzovalore.com) vedere i progetti proposti dalle associazioni.

Da giungo sarà attiva una community dove sarà possibile confrontarsi e discutere sulle organizzazioni, sui loro progetti e sul valore del dare. La ONP e i relativi progetti, saranno selezionati da Banca Prossima e Vita Consulting.

Solitamente non mi piace il mondo bancario perchè credo fermamente che ci sia una speculazione che va oltre lo “specchietto per le allodole” costituito dai vantaggi di un buon tasso di interesse o di una iniziativa benefica. Vorrei dar credito a questo progetto, segnalandolo, stimolando le conversazioni su questo tema, soprattutto perchè al centro di tutto, in questo caso, è stata posta la community.

Il fatto che esista una community come strumento di riflessione sul mondo del No profit che possa stimolare un confronto sull’importanza della condivisione tra persone attive nel sociale, rende il progetto degno di nota e di stima. Spesso chi dona, non ne parla. Proprio nell’era del buzz marketing, invece, dovrebbero essere considerati dei motivi di vanto, e nelle comunità dovrebbero essere percepite come le buone pratiche da diffondere, tanto online, quanto offline.

Infine vorrei sapere cosa pensano i miei lettori sull’economia del dono.

L’economia del dono è una forma economica basata sul valore d’uso degli oggetti e delle azioni. Per valore d’uso, classicamente si intende la capacità di un bene o di un servizio di soddisfare un dato fabbisogno, o tout-court il suo valore di utilità. L’economia del dono si contrappone all’economia tradizionalmente intesa, definita economia di mercato o economia mercantile, la quale si basa invece sul valore di scambio o valore commerciale. Si potrebbe anche parlare di economie del dono al plurale, visto che non esiste un modello prestabilito di economia del dono.

L’economia del dono è basata sull’analisi di società nei tempi passati considerate “primitive”, ovvero di comunità economicamente autosufficienti, che producono da sole gran parte di ciò di cui hanno bisogno (tipicamente per quanto riguarda agricoltura ed allevamento), e che si affidano all’economia mercantile solo per quei pochi prodotti che non riescono a produrre direttamente, scambiando o rivendendo le eccedenze (non necessariamente materiali).

La comunità è in sostanziale equilibrio con l’ambiente esterno, con cui tende ad integrarsi armonicamente. Chiaramente l’economia mercantile può essere presente, ma è comunque marginale nell’economia del dono. Il cosiddetto dono è in realtà uno scambio reciproco che ha alcune caratteristiche definite, per quanto esse siano delle convenzioni e non delle regole scritte: l’obbligo di dare, l’obbligo di ricevere, l’obbligo di restituire più di quanto si è ricevuto.

Fonte Wikipedia.

Nel mercato del Software, per esempio, questa filosofia potrebbe essere mutuata nel campo dell’Open Source. Milioni di Sviluppatori nel mondo decidono di “donare” la propria opera intellettuale e di favorire il libero scambio di idee e di informazioni per far crescere in maniera esponenziale il know how umano.

Come approcciate l’economia del dono? Cosa ne pensate del progetto di Bancaprossima?

Vorrei che si creasse una discussione utile e costruttiva su questi temi. Un confronto serio, che magari potremmo continuare insieme sulla piattaforma che ospiterà la community di Terzovalore.


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