I trend per gli LMS nel 2020. Evitare l’obsolescenza nel digital training

30 Settembre 2019

Conoscere i trend per scegliere la soluzione più moderna e innovativa

Il mercato del digital training è in costante crescita nei volumi d’affari e nelle tecnologie disponibili. Scegliere una soluzione LMS (learning management system o più comunemente piattaforma e-learning) in linea con i trend del mercato e dello sviluppo tecnologico è il passo fondamentale per affrontare e vincere la sfida della formazione innovativa evitando le insidie della precoce obsolescenza dei sistemi di digital training.

La crescita del mercato e-learning mondiale nel 2019 è stata sensibile e le previsioni fino al 2024 sembrano confermare questa crescita costante che pare essere inarrestabile. Una recente ricerca di Forbes circa il valore dell’intero mercato digital training stima il passaggio dai 200 miliardi di dollari previsti nel 2024 ai 325 miliardi di dollari nel 2025.

In questo mercato e soprattutto nei confini nazionali, ci sono aziende che già da tempo si sono dotate di sistema  LMS e altre che sono ancora alla ricerca della tecnologia giusta da implementare per supportare i loro processi di training. In entrambi i casi, scegliere la giusta soluzione tecnologica a cui affidarsi è di cruciale importanza perché costituisce un investimento a medio lungo termine che impatta sensibilmente su budget, procedure e servizi interni e che consiste in un asset fondamentale per il digital training in azienda.

Dotarsi di un Learning Management System è imprescindibile per l’erogazione del digital training in azienda. Spesso, però, le soluzioni proposte sul mercato non sono così innovative e sono destinate a diventare obsolete nel breve termine non permettendo di abbracciare nuove metodologie formative.

Tecnologia e metodologia sono due facce della stessa medaglia nel digital training. La tecnologia, spesso risulta essere abilitante all’applicazione di nuove teorie e metodologie d’apprendimento.

I principali trend del 2019

CMI-5

Acronimo di Computer Managed Instruction, è probabilmente lo standard nascente per l’e-learning moderno. Si propone di sostituire il vecchio ma diffusissimo SCORM e di innovare il promettente standard xApi.

Tutte le piattaforme e-learning odierne supportano lo standard SCORM per gli oggetti didattici. Questo standard, ormai datato (l’ultima major version risale al 2004) ma largamente diffuso, permette il tracciamento delle attività dell’utente e consente il dialogo tra oggetto didattico e piattaforma e-learning.

Con l’avvento delle tecnologie mobili e del micro-learning, lo standard emergente è rappresentato da xApi (anche detto TinCan). Il tracciamento del comportamento dell’utente diviene molto più flessibile e accurato ed è indipendente dalla piattaforma e-learning utilizzata. Questa nuova tecnologia si è rivelata abilitante per i cosiddetti Learning Record Store (LRS) che consentono di tracciare l’attività dell’utente a prescindere dalla piattaforma utilizzata e che permettono l’analisi dei “big data” derivanti dai dati di fruizione.

Nonostante le principali piattaforme LMS e i principali tool di authoring si siano adeguati supportando lo standard xAPI, questo sta tutt’oggi stentando a decollare e non trova un campo di applicazione particolarmente ampio a dispetto delle interessanti innovazioni apportate. Probabilmente perché xApi è molto performante per il tracciamento fuori dalla piattaforma ma non permette una elevata flessibilità all’interno di quest’ultima.

CMI-5 garantisce elevata flessibilità e un larghissimo set di parametri di tracciamento sia all’interno dell’LMS sia all’esterno. Questo permette un tracciamento efficace e flessibile e, soprattutto, indipendente dalla piattaforma utilizzata.

CMI-5 si propone come il nuovo standard di riferimento per l’authoring dei Learning Object. Sarà questo il nuovo trend che riuscirà a scardinare il largo utilizzo dello standard SCORM ? La piattaforma che adotti o che stai pensando di adottare supporta già questo standard ?

Coaching e Social Learning come alternative ai corsi

Il training erogato con i classici corsi (il cosiddetto “formal learning”) vede oggi il diffondersi di ulteriori forme di apprendimento non convenzionale che nella maggior parte dei casi non si pongono in sostituzione del classico digital training, ma ne arricchiscono l’efficacia. Stiamo parlando del “social learning” e del “learning trough coaching”.

Questi due paradigmi di apprendimento, sono già presenti nella cultura di impresa da tantissimi anni. Quante volte abbiamo pensato di chiedere consigli ad un collega più esperto o quanto delle nostre attività quotidiane è stato imparato durante una informale chiacchierata in pausa caffè ?

Questo “patrimonio informativo” è di inestimabile valore soprattutto se ben strutturato e messo a sistema mediante una specifica piattaforma tecnologica.

I moderni LMS infatti risultano essere una tecnologia abilitante al “social learning” offrendo spazi collaborativi all’interno dei quali condividere idee, best-practices, consigli utili e per condividere soluzioni a problemi già affrontati che possono essere d’aiuto a colleghi anche di altre aree o dipartimenti. Tutto questo non va confuso con la “gamification” ormai ampiamente diffusa negli LMS (argomento già affrontato in un altro articolo)

Nuovi modelli di erogazione del digital training supportano anche le attività di coaching in cui un dipendente esperto affianca l’attività di lavoro dei meno esperti attuando un preziosissimo trasferimento di competenze, soft-skills e modelli virtuosi di comportamento. In questo contesto, chat, ambienti virtuali di condivisione, sessioni di videoconferenza one-to-many e one-to-one permettono un valido supporto alle attività di coaching.

Le domande da porsi in questo contesto sono: queste attività di apprendimento informale sono previste in azienda? Sono supportate o saranno supportate dall’LMS implementato o che sceglieremo di implementare?

Realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR)

Questi due paradigmi di fruizione di contenuti digitali si sono diffusi parallelamente allo sviluppo di dispositivi in grado di supportarli. Nel caso della realtà virtuale, parliamo di visori, schede video dedicate e oggetti di simulazione tridimensionali che immergono l’utente in contesti del tutto nuovi. Nel caso della realtà aumentata facciamo riferimento a smartphone, dispositivi mobili e “layer” tridimensionali che arricchiscono paesaggi e ambienti realmente esistenti.

La distinzione fra questi due modelli di interazione è sostanziale.

Nel caso della realtà virtuale è l’utente ad entrare in un mondo virtuale; nel caso della realtà aumentata è il mondo virtuale ad arricchire l’esperienza di fruizione del mondo reale attraverso, ad esempio, l’inserimento di specifiche informazioni o artefatti 3d. Attualmente queste tecnologie supportano la metodologia del “learning by doing” e sono particolarmente utilizzate in contesti di simulazione nella formazione tecnica. Si pensi ad esempio alla formazione nel campo dell’assistenza tecnica o della manutenzione impianti: l’utente può immergersi in una situazione reale ed effettuare fisicamente le operazioni necessarie a portare a termine un intervento tecnico, oppure può inquadrare con uno smartphone uno specifico componente di un impianto e ricevere le istruzioni dettagliate sugli eventuali ricambi o sulle modalità di riparazione/sostituzione.

L’introduzione di queste tecnologie nel campo del digital training è una sfida eccitante sia per chi produce i contenuti in questo formato, sia per le piattaforme LMS che devono supportarne la fruizione e il tracciamento. Anche in questo caso, gli LMS che tendono ad essere sempre innovativi e in linea con i trend del mercato stanno già sperimentando diverse soluzioni per introdurre in maniera efficace queste tecnologie e supportarne l’utilizzo su larga scala.

Scegliere una soluzione proiettata verso l’innovazione

La strada per lo sviluppo degli LMS nel prossimo futuro sembra tracciata, ma gli ostacoli all’implementazione di tali tecnologie sono dietro l’angolo. I rischi riguardano non solo il punto di vista tecnico ma anche metodologico, indispensabile per la penetrazione di tali innovazioni sul mercato. È necessaria la giusta sensibilità e apertura all’innovazione da parte dei manager d’azienda e il giusto coraggio nell’affrontare un cambio di paradigma nel digital training abbracciando i trend dell’innovazione.

Sulla base di queste considerazioni è indispensabile riflettere riguardo le tecnologie che si prevede di implementare in azienda o quelle che sono già presenti da molto tempo e che necessiterebbero aggiornamento. Il rischio di affidarsi ad una soluzione di facile obsolescenza è alto ed è necessario effettuare una analisi che non può prescindere dalla valutazione di tecnologie in rapida ascesa.  

 Sono sempre curioso di conoscere i vostri pareri, condividere esperienze e considerazioni in merito.

Per approfondire

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