Come caricare la batteria dello smartphone per allungarne la vita

4 Dicembre 2019

Come caricare la batteria dello smartphone per farla durare di più

Quali sono le migliori pratiche per caricare i nostri smartphone in modo da salvaguardare la batteria da un eccessivo logorio? Questa domanda è una delle più frequenti, probabilmente perché molte di queste buone prassi sono cambiate con passare del tempo e con l’avvicendarsi di differenti tecnologie utilizzate per le batterie utilizzate.

Ad oggi, infatti le batterie non sono più quelle di qualche anno fa, sono basate su tecnologie differenti, quasi sempre sono saldate sulla scheda madre dello smartphone e sostituirle non è più semplice come una volta ed è indispensabile l’intervento di un tecnico.

Gli smartphone moderni sono dotati di batterie agli ioni di litio che permettono di ottimizzare i tempi di ricarica ed hanno una maggiore efficienza energetica rispetto alle batterie del passato. Nei primi anni 90 la tecnologia utilizzata per le batterie era basata su leghe al nichel-cadmio (Ni-Cad) (maggiori info qui) successivamente si è passati agli ioni di litio (Li-ion) (maggiori info qui), fino ad arrivare alle recenti batterie ai polimeri di litio (Li-po) (maggiori info qui). Per conoscere approfonditamente come funziona la ricarica delle moderne batterie vi segnalo un interessante articolo.

Uno dei fattori per cui si cambia smartphone è proprio il degrado della batteria. È più facile cambiare completamente smartphone rispetto a sostituire la batteria. A volte i costi per la sostituzione non rendono conveniente l’operazione.

La tendenza è quindi quella di preservare al massimo la durata della batteria. Vediamo alcune semplici regole da seguire e qualche mito da sfatare.

Falso mito: effettuare la prima carica di 12 ore

Questa falsa convinzione fa parte di un retaggio del passato. Le batterie moderne sono già “rodate” e consegnate alla distribuzione con una carica media. Non è quindi necessario alcun intervento da parte dell’utente al momento della prima carica.

Falso mito: tenere il telefono in carica quando ha raggiunto il 100% può danneggiare la batteria

Anche in questo caso siamo di fronte ad un mito da sfatare. I moderni dispositivi hanno uno specifico sistema che interrompe la richiesta di corrente che arriva allo smartphone. Il telefono quindi interromperà il suo processo di ricarica. Il consiglio è comunque quello di staccare il caricatore quando possibile per evitare di consumare inutilmente corrente (il caricatore e il cavo saranno ancora accesi). Stesso ragionamento vale quando carichiamo il dispositivo di notte.

Rispettare il range di carica ottimale

È sempre consigliabile mantenere la carica tra il 20% e l’80%. In questo modo non si sottopone la batteria ad elevato stress di ricarica e scarica. Molto importante è evitare di lasciare il telefono scarico per molto tempo. Per agevolare questa operazione che spesso può risultare scomoda perché si è lontani da una presa di corrente, è possibile utilizzare una PowerBank portatile (ad esempio questa di Xiaomi). 

 

Attenzione alla temperatura di ricarica

Quando uno smartphone è molto caldo o molto freddo non è consigliabile sottoporlo ad un ciclo di ricarica. Se infatti abbiamo lasciato il dispositivo al sole o al contrario in una zona fredda o umida o se abbiamo appena terminato una lunga sessione di gioco e lo smartphone ci sembra surriscaldato, non è una buona idea metterlo in carica. Le batterie sono sensibili alle temperature troppo elevate o troppo basse. La temperatura ottimale per eseguire una ricarica è tra 15 e 30 gradi. Questo non vuol dire che dovrete utilizzare il termometro prima di effettuare la ricarica ma semplicemente controllare che il dispositivo non sia troppo caldo o freddo.

Attenzione al Fast charge

Ormai quasi tutti i dispositivi dispongono della ricarica rapida. Quando è possibile, evitare questo tipo di ricarica che può surriscaldare la batteria e che comunque la sottopone ad uno stress maggiore rispetto ad una carica lenta. Il consiglio è di disabilitare la ricarica rapida quando non necessaria agendo sul software (qualche dispositivo permette di disattivarla tramite specifica impostazione) oppure utilizzando un caricatore che non supporta la carica rapida. Una soluzione che ho trovato molto comoda è costituita da un caricatore che disponga di differenti porte, alcune per la ricarica rapida altre per quella tradizionale (io ho acquistato questo della Aukey). Fast charge si, ma non quando non è necessario (ad esempio se carichiamo il dispositivo di notte). 

Usare caricabatterie e cavi di qualità

Sbalzi di tensione, corrente che non arriva in maniera corretta allo smartphone possono danneggiare la batteria. Il consiglio è quello di utilizzare sempre i caricatori e i cavi originali oppure sostituirli con accessori di qualità. Spendere qualche euro in più su questi accessori è fondamentale perché si evita di incorrere in problemi più grossi. In questo caso è possibile scegliere tra differenti marche e differenti lunghezze per i cavi. Vi segnalo quelli che sto usando attualmente sui miei dispositivi: Type-c, MicroUSB, Lightning.

Evitare cicli di ricarica molto brevi

Il classico “attacca/stacca” è sempre da evitare perché di fatto aumenta i cicli di ricarica e a lungo andare danneggia la batteria. Spesso questo comportamento è classico di chi ha una vita movimentata, è sempre fuori casa/ufficio e tende a caricare il telefono appena può. Il consiglio è quello di utilizzare una PowerBank per caricare la batteria anche in mobilità fino all’80% (come detto sopra).

Attenzione alla ricarica wireless

È sostanzialmente equiparabile ad una carica lenta. Attenzione però all’allineamento tra smartphone e base di ricarica. Anche un piccolo disallineamento può provocare un surriscaldamento e, come detto, le temperature elevate possono danneggiare la batteria. Anche in questo caso è fondamentale utilizzare basi di ricarica wireless di qualità. Io uso questa della Aukey.

Calibrare la batteria con un ciclo di ricarica completo.

In questo caso siamo di fronte ad un aspetto che non impatta direttamente sulla vita della batteria ma su come il software considera e segnala il livello di ricarica. Eseguendo sporadicamente una scarica completa e una ricarica al 100%, aiuteremo il software a comprendere e tarare il livello minimo e massimo di carica. In questo modo si effettuerà una calibrazione utile a fornire una informazione più precisa sull’indicatore della percentuale di carica.

Non usare il telefono mentre è in carica

Sempre in relazione all’eventuale surriscaldamento, è sempre consigliabile non utilizzare il telefono mentre è in ricarica. La temperatura potrebbe salire su livelli di guardia poiché la batteria è normalmente più calda del normale quando sottoposta a ricarica, e a questo si aggiungerebbe anche il surriscaldamento apportato dalla cpu e dalla gpu durante l’utilizzo dello smartphone.

Quando conviene sostituire la batteria dello smartphone

A mio parere è possibile pensare alla sostituzione della batteria del proprio smartphone quando il costo totale della riparazione non eccede il 30% del valore di mercato dell’intero dispositivo. Ovviamente bisogna rivolgersi a tecnici specializzati o centri di assistenza autorizzati oppure al negozio da cui avete effettuato l’acquisto qualora il vostro smartphone sia ancora in garanzia. Consiglio ovviamente di scegliere sempre batterie originali ed evitare quelle di concorrenza che potrebbero danneggiare lo smartphone e comunque non risolverebbero di molto il problema dell’autonomia.

Consigli per gli acquisti

Di seguito la lista dei prodotti che ho consigliato durante l’articolo. Sono tutti prodotti che utilizzo personalmente ogni giorno e di cui posso garantire la qualità. 

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