Le insidie del training on-the-go

Alessandro Pagano

3 Febbraio 2020

Lo smartphone è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Può essere il nostro più valido assistente sul lavoro o anche la nostra più grande distrazione. Questo accade anche quando lo utilizziamo nel Mobile Learning. Abbiamo già affrontato in passato la tematica dell’apprendimento in mobilità, oggi analizziamo come rendere efficaci interventi di Digital Training efficace anche on-the-go su dispositivi che potrebbero indurci alla distrazione.

Mobile Learning: la sottile linea tra motivazione e distrazione

Il Mobile Learning ci consente di fruire di contenuti formativi on-the-go sfruttando i dispositivi che sono entrati a far parte della nostra vita quotidiana: laptop, tablet smartphone. Questi, al contempo, sono dispositivi usati spesso per fini ludici ed associati a momenti di svago che possono durare da qualche minuto a diverse ore. Uno degli obiettivi di chi progetta il Digital Training è proprio quello di includere momenti formativi in quelli che normalmente sono considerati normali momenti di svago.

Per raggiungere questo obiettivo, sono indispensabili delle peculiari caratteristiche nella progettazione e nell’authoring dei corsi da veicolare in mobilità. Analizziamo rischi e opportunità e cerchiamo di trarne le dovute considerazioni.  

1. Ottimizzare i tempi per utenti sempre impegnati

Tutti gli utenti che intendono accedere a contenuti formativi in mobilità, lo fanno perché hanno spesso una vita frenetica e sono sempre in movimento. Il target è quindi composto da lavoratori che normalmente non conducono un classico lavoro di scrivania. Molto spesso questa specifica categoria di utenti conduce un lavoro off-line o a contatto con il pubblico e il tempo da dedicare alla consultazione dello smartphone è spesso molto breve e limitato e, per questo, quasi mai dedicato alla fruizione di contenuti formativi. In questi casi è indispensabile fare riferimento al Micro Learning come metodologia di erogazione dei contenuti. Per questa categoria di utenti bisogna puntare al coinvolgimento in specifici momenti della giornata come, ad esempio, durante il tragitto per arrivare a lavoro.

Un approccio molto utile in questi casi è il cosiddetto training just-in-time che permette di soddisfare immediatamente una necessità formativa attraverso un contenuto erogato ad hoc. È il caso delle knowlege-base aziendali in cui i dipendenti possono accedere per consultare materiale formativo, guide, tutorial o risposte alle domande più frequenti in maniera molto agevole e rapida.

2. Realizzare studiati per dispositivi mobili

Molto spesso i moduli formativi realizzati in passato non sono compatibili o adatti alla fruizione on-the-go su smartphone o tablet. In questo caso è necessario rendere i contenuti più snelli e adatti alla fruizione su mobile. È indispensabile che il contenuto si adatti alla nuova modalità di fruizione e per “adattamento” si intende non solo il ridimensionamento del contenuto in modo che possa adattarsi alla risoluzione di uno schermo più piccolo. È auspicabile che il modo di presentare il contenuto formativo cambi a seconda del dispositivo utilizzato. Ad esempio se il contenuto è visualizzabile su smartphone è indubbiamente più efficace un  elenco puntato rispetto ad una lunga porzione di testo.

Per questi motivi è molto utile effettuare una analisi dettagliata dei tool di authoring che si scelgono per realizzare i contenuti della propria offerta formativa. È decisamente preferibile che questi supportino le modalità adaptive e responsive e che posseggano gli strumenti necessari per realizzare un contenuto mobile-friendly.

3. Semplificare la fruizione del contenuto

Una delle principali differenze che distinguono un contenuto costruito per mobile da quelli classici è senza dubbio la durata.

Un contenuto che normalmente dura fino a 15 minuti deve essere ottimizzato e arrivare a circa 2 minuti di fruizione su dispositivi mobili. Il metodo da seguire in questi casi è l’utilizzo di formati differenti. Mixare sapientemente testo, video, audio e immagini permette un accesso parcellizzato, più piacevole ed in linea con i tempi della fruizione su smartphone. Inoltre, quando si veicola un contenuto multimediale deve essere molto semplice accedere ai controlli del volume, del play/pausa o al menu di selezione del contenuto. Se si pensa di fornire un kit di training in mobilità uno strumento indispensabile sono gli auricolari. Una delle possibili innovazioni in questo senso è rappresentata dagli assistenti vocali di cui ho già parlato in un articolo dedicato. 

4. Chiarire gli obiettivi formativi

Come detto il tempo di fruizione e l’attenzione dell’utente sono due risorse limitate in questi contesti. Il rischio è quello di veicolare un contenuto che non trasferisca concetti chiari e concisi, che non abbia un chiaro obiettivo formativo da raggiungere. In questi casi, ogni sessione deve partire con un obiettivo didattico chiaro e deve terminare con un breve assessment del contenuto appena somministrato. L’oggetto didattico deve avere un approccio incisivo e dal contenuto concentrato, successivamente è sempre utile somministrare un brevissimo test, anche composto da una singola domanda SI/NO in modo da orientare l’utente verso il contenuto successivo.

5. Coinvolgere l’utente è un fattore chiave 

Capita spesso quando si riproduce una canzone di arrivare al termine e rendersi conto di non aver prestato la giusta attenzione all’ascolto perché magari si era occupati in attività contemporanee o perché semplicemente sovrappensiero.

Questo accade spesso per contenuti audio, meno con i contenuti audiovisivi. In quel caso, se non abbiamo prestato la giusta attenzione è perché non ha suscitato abbastanza interesse. Un film che ci tiene incollati alla sedia è quello che ci fa immedesimare nel protagonista o riconduce a situazioni che stimolano la nostra immaginazione e ci fanno calare in situazioni interessanti. È importante quindi studiare la curva di attenzione dell’utente in modo da comprendere in che modo veicolare il contenuto. I contenuti di Digital Training possono contare su una caratteristica fondamentale: l’interazione. Quando si è chiamati ad interagire con il contenuto si evitano digressioni e divagazioni della mente verso altri argomenti e si evita lo stato del “sovrappensiero”.  

Gli utenti in formazione si impegnano molto nella fruizione se la ritengono utile per il proprio lavoro o per superare un comune ostacolo in cui possono incorrere e in questo caso apprezzano la formazione on-the-go perchè permette di ottimizzare i tempi.

L’erogazione di un intervento di Digital Training attraverso la tecnica del Mobile Learning va oltre il ridimensionamento dei contenuti e l’acquisto di hardware necessario alla fruizione in mobilità.

La progettazione deve necessariamente tenere conto di un aspetto fondamentale: lo stesso strumento usato per la formazione è usato spesso anche per svago. Le distrazioni sono, in questo caso, moltiplicate perché possono arrivare dal mondo online e da quello offline. L’obiettivo è quindi quello di fornire strumenti innovativi ed efficaci in grado di facilitare e indurre l’apprendimento in qualsiasi momento e luogo.

Avete sperimentato qualche iniziativa di Mobile Learning come utenti o come progettisti? Quali sono state le vostre impressioni?

Per approfondire

Ecco alcuni consigli di testi per affrontare il tema del Digital Training on-the-go

Consigliatemi anche le vostre pubblicazioni preferite sul tema!

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